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POLITICS POIESIS

Un progetto/solo show di Daniele Pario Perra
opening Giovedì 28 aprile 18:30 – 24:00
dal 28 Aprile – al 26 maggio
Care of - Fabbrica del Vapore
Via Luigi Nono, 7
I-20154 Milano - Italia
+39 (0)2 3315800

http://www.careof.org
careof@careof.org
http://www.contraconcept.org
info@contraconcept.org

ENGLISH VERSION SCROLL DOWN

 


Politics Poiesis
è una MOSTRA/progetto creata da Daniele Pario Perra con il contributo diretto e indiretto di altre persone. Il punto di partenza della ricerca è la percezione comune della nostra società politica come un insieme strutturato di realtà e contraddizioni la cui conseguenza naturale è il senso di incertezza del destino (senza strategia) proprio della fiction. Le manopole di regolazione delle emozioni sociali, del patriottismo, della gioia o dell’orrore collettivo sono regolate da più mani secondo necessità e talvolta anche da più attori simultaneamente. Queste mani, della politica, del mercato e dei media ci hanno abituato ad un clima di perenne incertezza culturale in cui il loro gesto creativo è giocare con la realtà e il suo esatto contrario per giustificarne azioni invalidanti.

C.L. DE MONTESQUIEU scriveva : lo spirito di un popolo è insieme la sua dimensione fisica e culturale. Non potendo prescindere sulla dimensione fisica possiamo riflettere su quella culturale e soprattutto sulla parte non riferita alle identità preconfezionate.

Politics Poiesis riflette su ciò che identifichiamo come comportamenti collettivi a costituirne una base critica per la ricerca delle opere e del progetto generale in progress dal 2003 al 2007. Un’ indagine senza confini tra arte e altri campi d’azione che ha sviluppato progetti diversi nati nel clima di POLITICAL ENTERTAINMENT & FICTION attuale.

Per questo Politics Poiesis (politiche poietiche) affronta la ricerca su due concetti consequenziali uno all’altro : alle politiche finalizzate al consenso ed ai consumi corrispondono gesti di opposizione critica e creativa nelle azioni e opinioni di molte persone. Dalle scritte sui muri alle provocazioni culturali, dai boicottaggi di mercato alle richieste di impegno della politica nella definizione di confini con la religione sopratutto tra legge e morale . Come una conseguenza naturale del principio ad un’azione corrisponde una reazione, ma in questo caso di opposizione critica e creativa.

Questa è la poetica di molte opere e azioni del progetto nel quale sono create e raccolte testimonianze creative che nascondono ampie riflessioni sulla percezione della società.....come l’affissione pubblica di annunci per la ricerca di un candidato politico che operi per la crescita culturale del paese, progetto che ha coinvolto più di cinquecento persone attraverso sondaggi e interviste…...come due video-interviste condotte con l’aiuto di una medium professionista per interrogare C.L. de Montesquieu e F.M. Voltaire sul funzionamento del sistema tra la realtà odierna e la teoria da loro descritta……altre ricerche ancora sulla comunicazione che hanno portato allo stacco e conseguente preservazione di intere pareti di graffiti ritenuti troppo importanti per essere ricoperti poiché rappresentano opinioni condivisibili, come ancora …altri studi riguardanti il problema irrisolto dei confini territoriali o spirituali tra Italia e stato città del Vaticano dibattuti in modo strategico da ambedue le parti ben sapendo che un confine spirituale non influenza un confine geografico.

Politics Poiesis
È una mostra che utilizza i media propri dell’arte contemporanea per creare uno strumento di comunicazione allargata, semplificare i linguaggi e riflettere su temi comuni decifrabili per sondare le opinioni contrarie ai cliques collettivi. Nello stesso tempo è il risultato di più ricerche, da quella estetica a quella tecnica, a quella sociologica come conseguenza naturale di un insieme di codici e messaggi che si cerca di mettere in ordine.

Politics Poiesis è anche un libro di 275 pagine a colori edito da CONTRACONCEPT introdotto da un saggio di Hanna Keller e con numerosi contributi di testo liberi sul tema.


Daniele Pario Perra

INFORMAZIONI UTILI

Titolo > Politics Poiesis
Autore > Daniele Pario Perra
Tempi > dal 28 aprile al 26 MAGGIO 2005
Orari > 15.00 – 19.30
Dove > CARE OF – LA FABBRICA DEL VAPORE
Tel. > +39 (0) 2 3315800
Press > CONTRACONCEPT :: info@contraconcept.org /tel.339 5656680

IL LIBRO
Politics Poiesis è anche un libro di 275 pagine a colori edito da CONTRACONCEPT introdotto da un saggio di Hanna Keller e con numerosi contributi di testo liberi sul tema, presentato in occasione della mostra.

L’ ARTISTA
Daniele Pario Perra vive e lavora tra Italia e Svizzera, è impegnato da diversi anni in progetti d’arte e comunicazione con particolare interesse alle sinergie relazionali; utilizza fotografia, video e progetti installativi integrati di grandi dimensioni . L’interesse per la comunicazione in particolare lo porta a creare Home Less is More, progetto di design per il salone satellite 04 di Milano insieme a Piazza Grande associazione di senza fissa dimora, come, successivamente, la campagna di affissioni pubbliche e di stampa Call For Entry con il preciso intento di individuare candidati politici interessati alla crescita culturale del paese cui dare il proprio voto , sempre interessato alle dinamiche sociali nel 2003 avvia la catalogazione fotografica dei venditori ambulanti nella Sicilia orientale nel progetto Everyday Sublime di intento critico all’economia globalizzata dei commerci. L’interesse per la comunicazione e le sue manifestazioni più immediate si concretizza dal 2001 ad oggi nel progetto Fresco’s Removal in cui la rimozione di graffiti e scritte di testo dalle pareti degli edifici - trasferite su tele di grandi dimensioni - permette di conservare una traccia di comunicazione per il futuro.

 

 

ENGLISH VERSION

Politics Poiesis is an exhibition/project created by Daniele Pario Perra with the (direct and indirect) contribution of other people. This research originates from the common perception of the political society, that is as a structured group of truths and contradictions, which brings us a feeling of uncertainty towards the future (there is no strategy) proper to fiction. The knobs of social emotions, of patriotism, of collective joy or horror are controled by several hands, according to circumstances, and sometimes by many actors simultaneously. These hands - the hands of politics, trade and media - have made us get used to a perennial cultural uncertainty, where playing with reality is a creative gesture and the exact opposite justifies invalidating actions.

C.L. DE MONTESQUIEU wrote: the spirit of a people comprises both its physical and cultural dimension. One cannot change the physical dimension however, one can think about the cultural dimension, especially the part which does not refer to prepacked identities.

Politics Poiesis reflects on what one defines collective behaviour, creates a critical base for the research on the works of art of the general project, in progress from 2003-2007. A survey which takes into consideration art as well as other fields of action, and from which different projects have developed in the area of Political Entertainment & Fiction. For this reason Politics Poiesis tackles research under two consequential aspects: politics aimed at consent and consumption on one side, signs of critical and creative opposition in actions and opinions on the other.

Writings on the walls, cultural provocations, boycotts, requests of political engagement in defining boundaries with religion - especially between moral and law. A natural consequence whereby for every action, there is an equal and opposite reaction, but in this case an action of critical and creative opposition. This is the poetics of many of the project’s works and actions in which a creative testimony hides much deeper reflections on the perception of society: …….such as public advertisements looking for a political candidate operating for the cultural growth of the country. This project in particular envolved, in surveys and interviews, over 500 people………like two video interviews conducted by a professional medium where she asked C.L. de Montesquieu and F.M. Voltaire to compare the present reality to their detailed theories……other research studies on communication have led to the removal and preservation of entire wall writings and graffitis, which were too important to be covered up with paint: these writings still represent widely shared opinions.......other studies concerning the unsolved issue of territorial and spiritual boundaries between Italy and the Vatican State, strategically debated on both sides knowing well that a spiritual border does not necessarily influence a geographical one.

Politics Poiesis is an exhibition which uses the common means of contemporary art to create a tool for a broader communication, to simplify languages, to reflect on the common issues and explore the opinions which go against the cliques.

However, at the same time, it is the result of several studies, both aesthetic and technical, but also sociological as a natural consequence of a number of codes and messages which needed decoding.

Politics Poiesis is also a 275 colour pages catalogue edited by CONTRACONCEPT, with an introduction by Hanna Keller and several essays on the subject.

USEFUL INFORMATION
Title > Politics Poiesis
Author > Daniele Pario Perra
Dates > 28th April – 26th May 2005
Times > 15.00 – 19.30
Where > CARE OF – LA FABBRICA DEL VAPORE
Tel. > +39 (0) 2 3315800
Press > CONTRACONCEPT :: info@contraconcept.org /tel.339 5656680

THE BOOK
Politics Poiesis is also a 275 colour pages catalogue edited by CONTRACONCEPT introduced by a Hanna Keller and with many other text contributions, presented in occasion of the exhibition.

THE ARTIST

Daniele Pario Perra

He works and lives between Italy and Switzerland and has been envolved for several years in art and communication projects focused on relationship sinergies; he uses photography, video and large installation projects. His interest for communication in particular, convinced him to create Home Less is More, design project for the Salone Satellite 04 in Milan together with Piazza Grande voluntary organisation of homeless people. Later, but for the same reasons, came the Call For Entry campaign, where he used public bill posting to locate political candidates interested in the cultural growth of the country, and vote for them. In 2003 he started collecting photos of street vendors an pedlars in east Sicily as part of Everyday Sublime, a project which criticized globalized economy. His interest for communication and for its immediate expressions concentrates, from 2001 to the present moment, on the Fresco’s Removal project. This project, where graffiti and writings are removed from walls and buildings – and transfered on large canvas pannels – allows to keep track of this communication for the future.

 


Hanna Keller intervista Daniele Pario Perra

Hanna Keller: un'intervista audio è il modo migliore per esporsi e non essere autoreferenziali come i testi esplicativi e soprattutto è quello che mi hai chiesto tu come fanno tutti, premi nobel esclusi: perchè Politics Poiesis?
Daniele Pario Perra: grazie per l'introduzione.
Perchè sono parole che stanno bene insieme: politics perché possiamo definire tali le regole del nostro quotidiano e poiesis come gesto creativo dello spirito che le rifiuta per reazione quando non sono reali od eque.
HK: da cosa nasce il progetto?
DPP: da una visione,la visione oggettiva delle nostre azioni.
HK: hai detto visione oggettiva,vedi al di fuori o la di sopra?
DPP: no ma mi sforzo di farlo, anche in modo disordinato, ma lo faccio da quando sento condizionate anche le mie azioni più naturali da strane presenze.
HK: queste strane presenze comunque sono molto colorate a giudicare dalla mostra e dal libro ricco di immagini stile wunderkammer.
DPP: se non dai un colore alle cose più dure non riesci a sdrammatizzarle e forse aiuta anche a capirle, la mostra e il libro sono insieme perché è un unico progetto di comunicazione

CALL FOR ENTRY

Public posting 6 x 3 mt - Fabbrica del Vapore, Milan
1 - 28 December 2004 - Project "Talk to the City"
response to the ad and telephone interviews:
2 political representative
650 citizens who phoned to find out how many politicians had
replied to the advertisement


HK: hai appena definito la mostra e il libro un progetto di comunicazione. Cos'è un progetto di comunicazione?
DPP: credo che sia il nome migliore per definire un progetto che vuole essere completo e senza i limiti di categoria, è il risultato di un analisi che comprende più ricerche, da quella estetica a quella tecnica a quella sociologica, forse è la conseguenza naturale, un insieme di codici e messaggi che vengono messi in ordine, comunque non vuole essere autorefenziale ma cerca uno scambio.
HK: a prima vista Politics Poiesis non sembra un progetto personale ma una collettiva per la moltitudine di opere, linguaggi e la loro diversità: sei sdoppiato, è una strategia mimetica o altro?
DPP: credo sia la prima e poi mi piaceva l'idea di comporre un progetto con poche regole stilististiche ma una forte unità concettuale, pensavo più all'esposizione di un diario di impressioni che ad una mostra, forse è più ricca di contraddizioni ma anche più sincera.
HK: forse viene dalla tua formazione, so che hai studiato storia medievale all'università, poi qualche approccio con il giornalismo e altri non conclusi con l' accademia di belle arti: non è un percorso molto comune all'esperienza dell'arte.

VLORA
Paper boat - Motorship VLORA
Port of Bari, Italy
Inkjet print on paper 50 x 15 x 35 cm
Assembly kit + instructions – 2004

DPP: non credo che pregiudichi la ricerca, anche i chemical brothers sono laureati in storia medievale, forse anzi la conoscenza della storia può essere utile a chi fa ricerca soprattutto in modo relazionale, poi sinceramente ho qualche dubbio sulle accademie, mi sembrano luoghi un po' chiusi.
HK: quindi dalla tua formazione storica cosa ti senti di dire della società politica contemporanea?
DPP: che ha problemi antichi: la nevrosi di conservazione dei propri status è sempre la principale, poi le voglie di integrità culturale mirate , non è cambiato molto nei secoli, è solo aumentata la pigrizia dell'uomo contemporaneo che lascia ampi margini d'azione alla violenza e alla conflittualità di interessi.

COMEDY
Viale Panzacchi - Bologna, Italy
Stickers on road sign -2004

HK: nella mostra ci sono oggetti da te elaborati come i video o le installazioni e altri semplicemente ritratti nella loro originalità come le fotografie, come convivono?
DPP: apparentemente in controsenso, le fotografie sono più distaccate perchè non faccio altro che ritrarre i messaggi e le comunicazioni pubbliche che vediamo tutti, anzi subiamo tutti, nelle installazioni e nei video invece non ritraggo oggettivamente ma rielaboro quindi reagisco e mi ribello forse, ci ho messo un po' prima di capire le differenze poetiche tra i miei lavori ma credo siano queste e dipendono dal grado di coinvolgimento
HK: parliamo appunto di communication; hai fatto molti scatti di cartelli in varie forme divisi tra comunicazioni create da entità pubbliche o da privati cittadini: alla fine è una raccolta di objet trouvè ?
DPP: si perchè li vediamo tutti i giorni anche se non ci rendiamo conto del numero totale di messaggi: dalla comunicazione pubblica funzionale al consenso, alla comunicazione di mercato per creare necessità, agli enti che ricordano doveri o limitazioni personali, quasi mai diritti. Come hai notato sono tutti objet trouvè ma il punto è un altro: tutte le comunicazioni presuppongono un comportamento di chi ci si trova davanti, che ne condivida o meno il messaggio; dal divieto di parcheggio davanti al pronto soccorso a suggerirci acquisti per distinguerci dagli altri. Poi dobbiamo sommare il potere della comunicazione nel creare un identità collettiva: se una mattina ci svegliassimo perdendo la memoria basterebbe un giro della città per riprenderne subito il possesso e l'appartenenza alla comunità, basterebbe guardarsi intorno per capire che il sistema politica più mercato può reinserirci a ruolo in meno di un'ora, e che non esistono veleni dolci, forse il sistema è stato creato proprio per affrontare una perdita di memoria collettiva o almeno mi viene più facile pensarlo rispetto alle casualità e coincidenze visive del paesaggio.

paradoxes & sabotages . c-print 100 x 70
series of 45


HK: questo credo valga soprattutto per entità pubbliche o corporazioni di mercato, il che non è cosa particolarmente nuova, ma la tua ricerca è diretta anche alle comunicazioni create dai singoli individui, cosa emerge?
DPP: i singoli utilizzano la comunicazione pubblica come manifestazione del proprio pensiero, o per piccoli annunci replicando la pubblicità o con cartelli monito al rispetto della proprietà tra prepotenze e privilegi acquisiti; questi sono i più i più interessanti perchè consentono di analizzare la popolazione locale per status, ricchezza, opulenza, età della maggioranza dei suoi membri, livello di istruzione, tipologia familiare con una precisione quasi vicina alle differenze di quartiere, e poi ci sono le tanto temute scritte sui muri.
HK: perché tanto temute?
DPP: esistono città dove ci hanno costruito sopra intere campagne elettorali con proposte di legge fino alla pena di morte a contrastarne il disordine visivo.

paradoxes & sabotages . c-print 100 x 70
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HK: certo nel tessuto urbano si notano.....
DPP: indubbiamente lo disturbano ma non certo meno delle pubblicità o degli slogan elettorali, da anni si ragiona sul concetto di landscape e sui criteri estetici che questi messaggi rappresentano ma ormai sono parte del nostro tessuto e vissuto quotidiano, c'è chi trova sfregiante la pubblicità, chi invece i cartelli monito delle autorità, chi ancora le scritte sui muri; a volte rappresentano un mezzo per comunicare su temi non affrontati dai media per rischio di impopolarità, ma comunque non mi piace ragionare in termini di paesaggio perché non sono un architetto, preferisco parlare di paesaggio socio culturale che è diverso.
HK: è per questo che le stacchi dai muri con tecniche da conservazione di affreschi, hai paura di non trovarne più in futuro ?
DPP: hanno la stessa dignità di tante altre cose, spesso rivelano le comunicazioni di chi solitamente non ha altri spazi per proporle, poi, capacità di riflessione, analisi e ironia che certi messaggi inducono rimangono più impressi di tante altre cose.
HK: mi spieghi meglio?
DPP: guardo le scritte in forma di testo che vedo sui muri; quasi tutti i messaggi sono riconducibili a formazioni o tendenze politiche, movimenti culturali, musicali ed altri gruppi, oppure sono opinioni di singoli in relazioni a fatti non trattati dai media. Quasi tutte comunque esprimono un dissenso vivo tra ironia e fermezza,l'intervento non è difficile, dopo lo stacco sono montate tela intonacata e pannelli di legno come gli affreschi dei musei, l'unico problema sono le misure, alcune scritte sono molto grandi.
HK: quindi torniamo al punto di partenza, la comunicazione è alla base della società, ed è anche lo specchio di chi rappresenta come la televisione ad esempio lo è del pubblico e della popolazione in generale?
DPP: no secondo me la comunicazione pubblica e sopratutto la tv sono specchio della politica e dei consumi non della gente, mancano di coraggio culturale e imprenditoriale, non calcolano la trasversalità e l’intelligenza umana. Mi rappresenta di più una scritta sul muro, anche offensiva, che il modellino fetish della casa di Cogne con pupazzetti e mani sudaticce apparso su porta a porta.

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HK: sembri ironico quando ne parli:
DPP: perchè è uno stile talmente surreale da divenire extra estetico, è un codice contraddittorio che legittima la verità solo perchè il mezzo è blindato come un giornale o una tv senza contraddittorio, un muro già prevede il contradditorio . Anche io, come tanti, ci ho scritto sopra che voglio conoscere il medico del Senatore Colombo, dopo aver letto sui giornali che il poveretto assume cocaina a scopo terapeutico. Sono esempi di perfidia creativa perchè comunque non possiamo prescindere dalla creatività dei protagonisti e dei giornalisti che li hanno assecondati dicendoci chiaramente che pensano di noi, la gente. Preferisco la disperazione di un singolo cittadino che scrive sul muro, è più vero delle verità che spesso ci propinano.
HK: tv e giornali sono unidirezionali e non credo tu abbia soluzioni, ma per le le altre comunicazioni pubbliche che hai analizzato, come i cartelli stradali ci sarebbe qualcosa di migliorabile?
DPP: Si, riportare sui cartelli anche i diritti oltre ai doveri perchè enunciare un diritto è la base per il rispetto di un dovere poichè lo possiamo comprendere, ma in anni di ricerca ho trovato un solo cartello pubblico fatto così, a Barcelona, e l’ho rispettato con osservanza. Tutta la comunicazione dovrebbe essere meno unidirezionale e più partecipativa, dal cartello stradale agli avvisi, alla tv ai giornali. Forse per questo la comunicazione in rete e le newsletter sono tanto frequentate perché ci può essere un contraddittorio o una mail di risposta, molte grandi firme del giornalismo scrivono in rete adesso rispetto a cinque anni fa.

economic borders outdoor
series of 95 C-print cm 50 x 70 – 2004

HK: quindi che strada prenderà la comunicazione in futuro, pubblicità inclusa ?
DPP: non so, forse un po' più vera, forse come innovativa trovata pubblicitaria, o forse perchè non esistono più strade dopo anni di slogan, sorprese, e scandalo programmato e penso che anche politica e tv si dovranno adeguare. Anche se la verità distruggendo l'illusione distrugge anche tanto di altro credo.
HK: nel testo che accompagna la mostra parli di accezione comune di una cultura politica come un insieme strutturato realtà, contraddizioni e fiction cosa vuoi dire?
DPP: che viviamo in un insieme di cliches collettivi disarmanti, dal camper che circolava a Bologna per le europee con scritto votami sono un ex carabiniere alle varie campagne campagna sulla sicurezza taglie comprese e molti altri esempi.
HK: e l'annuncio che hai pubblicato a Milano e Bologna voleva ribaltare questi cliches?
DPP: penso che rivolgersi ad un candidato politico per chiedergli se intende operare per la crescita culturale del paese sia necessario perché quasi nessuno lo fa, o meglio non lo ritiene tra i compiti primari della politica.
HK: e i risultati?
DPP: il messaggio è in positivo, è rivolto ai candidati politici, o hai gia eletti, e fornisce sostegno personale a quelli che operano in modo innovativo per la crescita culturale del paese. Il tutto in manifesti stradali molto grandi e svariate uscite su la Repubblica prima delle elezioni europee con il mio numero di telefono sotto per una pseudo intervista.
HK: risultati?
DPP: ad oggi hanno telefonato due candidati un po' impauriti, anche se spiegavo che sono un normale cittadino e quello era il mio telefono di casa, e non hanno rilasciato l'intervista telefonica, e circa 650 cittadini tra telefonate, circa 350 interviste di cui 39 pubblicate, messaggi in segreteria telefonica, e svariate e-mail che chiedevano più o meno tutti quali candidati avevano chiamato e quali soluzioni avevano proposto.
HK: e che idea ti sei fatto delle persone che telefonavano:
DPP: meravigliosa e di tutte le età, le risposte all'intervista sono state di ottimo livello, anche perché non telefonando candidati politici mi sono sentito di girare le tre domande che avevo preparato ai cittadini, erano domande molto semplici, una sull'istruzione una sul livello culturale della televisione e un'altra sul contributo della cultura a risolvere i problemi sociali.
HK: scherzi telefonici?
DPP: solo uno che sembrava un po'di partito a giudicare dal rumore di sottofondo.

paradoxes & sabotages . c-print 100 x 70
series of 45

HK: andando oltre, il progetto non è troppo ambizioso per te ? annunci pubblici e interviste, parli di politica, comunicazione ed economia non credi sia troppo?
DPP: ci provo, e poi sono cose intrecciate, come si fa a parlare di una di queste senza affrontare le altre tre soprattutto in Italia, forse è un po' pretenzioso ma è quello che penso in relazione al mio lavoro di artista, e poi mi diverte molto, almeno faccio qualcosa che mi piace.
HK: almeno lo fai in modo ironico, a riguardo lo fai così per strategia o perché ti viene naturale?
DPP: tutte e due, poi credo anche che humour e ironia siano elementi della comprensione, aiutano a capire anche se forse richiedono un background rispetto ai temi.
HK: è per questo che ti sei rivolto a una medium per un tema cosi delicato come il futuro, è ironia questa?
DPP: se mi provochi ti chiedo a chi di vivente avresti chiesto spiegazioni sul perché i sistemi democratici sulla carta sono quasi perfetti e, nella pratica quotidiana sono dominati da intenti non nobili. Conosci qualcuno super-partes che mi può rispondere, qualcuno che non ha interesse a vendere una versione? la conosci? Io non credo proprio. Quindi mi sono rivolto ai padri dei sistemi democratici Montesquieu e Voltaire con l'aiuto di una medium molto seria e che non ha mai chiesto denaro, si chiama Cristine, io rimango scettico sul mezzo ma devo dire che le risposte sono state precise e molto interessanti.
HK: e quali sarebbero ?

MONTESQUIEU INTERVIEW
TWENTY QUESTIONS FOR THE BARON Charles Secondat de Montesquieu
Political future of the world
asked by the medium Cristine 28 minutes video 2005
C-print 20 x 30 x 9 cm

DPP: non sono un oracolo e non le voglio ridurre ne riassumere e poi tra poco spero saranno in edicola in dvd insieme a quelle di Gandhi, Martin Luther King e altri in una bellissima collana degli onniscienti. Il gruppo dei medium è molto serio, e chissà forse proprio i trapassati ci aiuteranno in futuro, comunque le risposte principali riguardano alcuni scampati pericoli per la democrazia che abbiamo superato quasi senza accorgercene e che tra pochissimo arriverà qualcosa di mediaticamente molto più potente della televisione, un mezzo spaventoso. chiudo qui
HK: cambiamo discorso ma di poco ; è sempre dalla conoscenza storica di Montesquieu che sono partite le tue ricerche sui confini dello Stato Città del Vaticano, come separazione dei poteri tra spirito e stato?
DPP: purtroppo sono iniziate da qualcosa di meno nobile, passeggiando in Piazza S. Pietro mi accorsi che uno dei tombini fognari riportava scritto SPQR e non SCV quindi era territorio Italiano, da lì ho conosciuto Tullio Aebischer, un confinologo impegnato da anni nello studio della questione romana e sono iniziate le ricerche fotografiche, l'opera a due mani e la raccolta di testimonianze utili. Grazie a lui ho scoperto che i confini del cielo o dello spirito non si sommano a quelli territoriali, battute a parte.

paradoxes & sabotages . c-print 100 x 70
series of 45

HK: oggi molti studiano i confini ma solitamente si parla anche di guerre e diaspore hai scelto l'unico senza carneficine?
DPP: effettivamente studiare i confini per artisti e architetti è un po' di moda ma in quello su cui ho lavorato io i contendenti fanno guerre più sottili e raffinate che spararsi a vicenda, quello lo hanno fatto in passato.
HK: cioè?
DPP: non si pagano le bollette dell'illuminazione pubblica a vicenda, i restauri, la nettezza urbana e altre cose divertenti che però nascondono la riflessione più grave di tutte : non riconoscere un confine vuol dire non riconoscere le reciproche entità culturali, come se una fosse sempre superiore all'altra perché non ammette l'esistenza di una cultura attigua alla sua, almeno dall'unità d'Italia in poi.

NO ENTRY
Video interfones, dvd, audio - Video loop 25 min
The sound of the bell in the video is audible in the room
The two immigrants busy with the domicile delivery ring the
house bell several times but nobody opens the door
Installation video 8.50 x 3 x 1 mt 2003

HK: parli comunque e sempre di occidente e delle sue decadenze in temi di politica e società, credi che nel resto del mondo si viva meglio?
DPP: no, forse un po' meglio ma tra poco sarà uguale ovunque, non credo che il consumismo impazzito tardi molto a rovinare anche la luna, comunque sia la consapevolezza degli eventi del mondo e' tanto più ridotta quanto più aumentano le distanze tra i luoghi, quindi non ne saremo mai certi e poi i colpevoli comunque siamo noi, l'imperialismo e i proseliti religiosi, questo credo sia incontestabile e soprattutto vendiamo televisione e non solo al sud del mondo ma anche al sud dell'europa.
HK: è da li che sei partito per le tue ricerche sui confini dell'economia perché?
DPP: perché forse il sud mantiene ancora alcuni aspetti della vita economica di un passato molto ricco e colorato, qualcosa di lontano dagli ipermercati e vicino agli antichi sistemi di distribuzione come gli ambulanti che tra le altre cose non alimentano il rapporto tra prodotto e pubblicità perché vendono merci non di marca, poi la loro immagine non è standardizzata al prodotto ma più spesso alla comunicazione visiva del loro allestimento colorato, essi sono la loro stessa pubblicità, mi sono sempre piaciuti molto e poi dalle mie ricerche ho scoperto che tutt'ora in certi paesini sperduti portano ancora le notizie, sono telegiornali ambulanti di cose locali, se lo sono ora pensa in passato; erano il primo network di un'economia globalizzata ma in modo positivo e ancora umano.
HK: prima le ricerche sul commercio ambulante poi sugli oggetti poveri riutilizzati o ricostruiti che ho visto nel tuo sito, e come per altri lavori sanno di creatività spontanea e quasi primordiale delle persone:

GOD BLESS AMERICA
Performance - video - interactive installation
Remake of "God bless america" played with carnival pipes
air pumps for inflatable rubber dinghys and notes
Video - audio instructions to compose the song, 25 minutes
Installation 180 x 50 x 20 cm – 2003

DPP: assolutamente, quelli che ho ritratto tra gli ambulanti sono dei creativi assoluti , obbligati ad esserlo per mangiare, anche la ricerca sugli oggetti- Everyday Sublime - di chi non ha i mezzi per comperare cose e allora se le inventa, o le costruisce, o le aggiusta tra le vecchie che possiede è un creativo assoluto, forse ci vedo anche un invito a ridurre i consumi e far vedere che la creatività aggiunge molto valore ad un oggetto anche se povero ma questo interessa soprattutto a me, spero anche altri ce lo vedano. poi tutti i giorni aggiustiamo qualcosa sia perchè magari non abbiamo soldi per ricomprarla ma anche per il gusto di farlo; la povertà vista in questo senso creativo è ricchezza visiva pura e spirito di autogestione
HK: autosufficienza ?
DPP: magari.
HK: ti sei occupato anche di design con un progetto al salone satellite di Milano e alcuni workshop con nomi altisonanti del settore, molti artisti creano oggetti di design negli ultimi anni: è l'applicativo di mercato più vicino all'arte?
DPP: forse si ma per me aveva un altro senso, il design è stata un'esperienza importante e una platea numerosissima per un progetto di comunicazione perchè è questo Home less is more anche perché il prodotto di commerciale ha ben poco, magari il set di piatti e bicchieri per la tavola, mentre dal punto di vista della sensibilizzazione il risultato è ottimo, soprattutto per la serie di tovagliette per la prima colazione con i cartelli degli homeless in 4 lingue europee che è inserita nella campagna raccolta fondi "nessuno escluso" di piazza grande onlus, un associazione molto avanti sui temi e ben organizzata.



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