Politics
Poiesis
è una MOSTRA/progetto creata da Daniele
Pario Perra con il contributo diretto e indiretto di altre persone.
Il punto di partenza della ricerca è la percezione comune della
nostra società politica come un insieme strutturato di realtà
e contraddizioni la cui conseguenza naturale è il senso di incertezza
del destino (senza strategia) proprio della fiction. Le manopole di
regolazione delle emozioni sociali, del patriottismo, della gioia o
dell’orrore collettivo sono regolate da più mani secondo
necessità e talvolta anche da più attori simultaneamente.
Queste mani, della politica, del mercato e dei media ci hanno abituato
ad un clima di perenne incertezza culturale in cui il loro gesto creativo
è giocare con la realtà e il suo esatto contrario per
giustificarne azioni invalidanti.
C.L. DE MONTESQUIEU scriveva : lo spirito di un popolo è insieme
la sua dimensione fisica e culturale. Non potendo prescindere sulla
dimensione fisica possiamo riflettere su quella culturale e soprattutto
sulla parte non riferita alle identità preconfezionate.
Politics Poiesis riflette
su ciò che identifichiamo come comportamenti collettivi a costituirne
una base critica per la ricerca delle opere e del progetto generale
in progress dal 2003 al 2007. Un’ indagine senza confini tra arte
e altri campi d’azione che ha sviluppato progetti diversi nati
nel clima di POLITICAL ENTERTAINMENT & FICTION attuale.
Per questo Politics Poiesis (politiche poietiche) affronta la ricerca
su due concetti consequenziali uno all’altro : alle politiche
finalizzate al consenso ed ai consumi corrispondono gesti di opposizione
critica e creativa nelle azioni e opinioni di molte persone. Dalle scritte
sui muri alle provocazioni culturali, dai boicottaggi di mercato alle
richieste di impegno della politica nella definizione di confini con
la religione sopratutto tra legge e morale . Come una conseguenza naturale
del principio ad un’azione corrisponde una reazione, ma in questo
caso di opposizione critica e creativa.
Questa è la poetica di molte opere e azioni del progetto nel
quale sono create e raccolte testimonianze creative che nascondono ampie
riflessioni sulla percezione della società.....come l’affissione
pubblica di annunci per la ricerca di un candidato politico che operi
per la crescita culturale del paese, progetto che ha coinvolto più
di cinquecento persone attraverso sondaggi e interviste…...come
due video-interviste condotte con l’aiuto di una medium professionista
per interrogare C.L. de Montesquieu e F.M. Voltaire sul funzionamento
del sistema tra la realtà odierna e la teoria da loro descritta……altre
ricerche ancora sulla comunicazione che hanno portato allo stacco e
conseguente preservazione di intere pareti di graffiti ritenuti troppo
importanti per essere ricoperti poiché rappresentano opinioni
condivisibili, come ancora …altri studi riguardanti il problema
irrisolto dei confini territoriali o spirituali tra Italia e stato città
del Vaticano dibattuti in modo strategico da ambedue le parti ben sapendo
che un confine spirituale non influenza un confine geografico.
Politics Poiesis È una mostra che utilizza i
media propri dell’arte contemporanea per creare uno strumento
di comunicazione allargata, semplificare i linguaggi e riflettere su
temi comuni decifrabili per sondare le opinioni contrarie ai cliques
collettivi. Nello stesso tempo è il risultato di più ricerche,
da quella estetica a quella tecnica, a quella sociologica come conseguenza
naturale di un insieme di codici e messaggi che si cerca di mettere
in ordine.
Politics Poiesis è
anche un libro di 275 pagine a colori edito da CONTRACONCEPT introdotto
da un saggio di Hanna Keller e con numerosi contributi di testo liberi
sul tema.
Daniele Pario Perra
INFORMAZIONI UTILI
Titolo > Politics Poiesis
Autore > Daniele Pario Perra
Tempi > dal 28 aprile al 26 MAGGIO 2005
Orari > 15.00 – 19.30
Dove > CARE OF – LA FABBRICA DEL
VAPORE
Tel. > +39 (0) 2 3315800
Press > CONTRACONCEPT :: info@contraconcept.org
/tel.339 5656680
IL
LIBRO
Politics Poiesis è anche un libro
di 275 pagine a colori edito da CONTRACONCEPT introdotto da un saggio
di Hanna Keller e con numerosi contributi di testo liberi sul tema,
presentato in occasione della mostra.
L’
ARTISTA
Daniele Pario Perra vive e lavora tra Italia
e Svizzera, è impegnato da diversi anni in progetti d’arte
e comunicazione con particolare interesse alle sinergie relazionali;
utilizza fotografia, video e progetti installativi integrati di grandi
dimensioni . L’interesse per la comunicazione in particolare lo
porta a creare Home Less is More, progetto di design per il salone satellite
04 di Milano insieme a Piazza Grande associazione di senza fissa dimora,
come, successivamente, la campagna di affissioni pubbliche e di stampa
Call For Entry con il preciso intento di individuare candidati politici
interessati alla crescita culturale del paese cui dare il proprio voto
, sempre interessato alle dinamiche sociali nel 2003 avvia la catalogazione
fotografica dei venditori ambulanti nella Sicilia orientale nel progetto
Everyday Sublime di intento critico all’economia globalizzata
dei commerci. L’interesse per la comunicazione e le sue manifestazioni
più immediate si concretizza dal 2001 ad oggi nel progetto Fresco’s
Removal in cui la rimozione di graffiti e scritte di testo dalle pareti
degli edifici - trasferite su tele di grandi dimensioni - permette di
conservare una traccia di comunicazione per il futuro.
ENGLISH
VERSION
Politics
Poiesis
is an exhibition/project created by Daniele Pario
Perra with the (direct and indirect) contribution of other people. This
research originates from the common perception of the political society,
that is as a structured group of truths and contradictions, which brings
us a feeling of uncertainty towards the future (there is no strategy)
proper to fiction. The knobs of social emotions, of patriotism, of collective
joy or horror are controled by several hands, according to circumstances,
and sometimes by many actors simultaneously. These hands - the hands
of politics, trade and media - have made us get used to a perennial
cultural uncertainty, where playing with reality is a creative gesture
and the exact opposite justifies invalidating actions.
C.L. DE MONTESQUIEU wrote: the spirit of a people comprises both its
physical and cultural dimension. One cannot change the physical dimension
however, one can think about the cultural dimension, especially the
part which does not refer to prepacked identities.
Politics Poiesis reflects
on what one defines collective behaviour, creates a critical base for
the research on the works of art of the general project, in progress
from 2003-2007. A survey which takes into consideration art as well
as other fields of action, and from which different projects have developed
in the area of Political Entertainment & Fiction. For this reason
Politics Poiesis tackles research under two consequential aspects: politics
aimed at consent and consumption on one side, signs of critical and
creative opposition in actions and opinions on the other.
Writings on the walls, cultural provocations, boycotts, requests of
political engagement in defining boundaries with religion - especially
between moral and law. A natural consequence whereby for every action,
there is an equal and opposite reaction, but in this case an action
of critical and creative opposition. This is the poetics of many of
the project’s works and actions in which a creative testimony
hides much deeper reflections on the perception of society: …….such
as public advertisements looking for a political candidate operating
for the cultural growth of the country. This project in particular envolved,
in surveys and interviews, over 500 people………like
two video interviews conducted by a professional medium where she asked
C.L. de Montesquieu and F.M. Voltaire to compare the present reality
to their detailed theories……other research studies on communication
have led to the removal and preservation of entire wall writings and
graffitis, which were too important to be covered up with paint: these
writings still represent widely shared opinions.......other studies
concerning the unsolved issue of territorial and spiritual boundaries
between Italy and the Vatican State, strategically debated on both sides
knowing well that a spiritual border does not necessarily influence
a geographical one.
Politics Poiesis is an
exhibition which uses the common means of contemporary art to create
a tool for a broader communication, to simplify languages, to reflect
on the common issues and explore the opinions which go against the cliques.
However, at the same time, it is the result of several studies, both
aesthetic and technical, but also sociological as a natural consequence
of a number of codes and messages which needed decoding.
Politics Poiesis is also
a 275 colour pages catalogue edited by CONTRACONCEPT, with an introduction
by Hanna Keller and several essays on the subject.
USEFUL INFORMATION
Title > Politics Poiesis
Author > Daniele Pario Perra
Dates > 28th April – 26th May
2005
Times > 15.00 – 19.30
Where > CARE OF – LA FABBRICA
DEL VAPORE
Tel. > +39 (0) 2 3315800
Press > CONTRACONCEPT :: info@contraconcept.org
/tel.339 5656680
THE
BOOK
Politics Poiesis is also a 275 colour pages
catalogue edited by CONTRACONCEPT introduced by a Hanna Keller and with
many other text contributions, presented in occasion of the exhibition.
THE
ARTIST
Daniele Pario Perra
He works and lives between Italy and Switzerland and has been envolved
for several years in art and communication projects focused on relationship
sinergies; he uses photography, video and large installation projects.
His interest for communication in particular, convinced him to create
Home Less is More, design project for the Salone Satellite
04 in Milan together with Piazza Grande voluntary organisation
of homeless people. Later, but for the same reasons, came the Call
For Entry campaign, where he used public bill posting to locate
political candidates interested in the cultural growth of the country,
and vote for them. In 2003 he started collecting photos of street vendors
an pedlars in east Sicily as part of Everyday Sublime,
a project which criticized globalized economy. His interest for communication
and for its immediate expressions concentrates, from 2001 to the present
moment, on the Fresco’s Removal project. This
project, where graffiti and writings are removed from walls and buildings
– and transfered on large canvas pannels – allows to keep
track of this communication for the future.
Hanna
Keller intervista Daniele Pario Perra
Hanna
Keller: un'intervista audio è il modo migliore per esporsi
e non essere autoreferenziali come i testi esplicativi e soprattutto
è quello che mi hai chiesto tu come fanno tutti, premi nobel
esclusi: perchè Politics Poiesis?
Daniele Pario Perra: grazie per l'introduzione.
Perchè sono parole che stanno bene insieme: politics perché
possiamo definire tali le regole del nostro quotidiano e poiesis come
gesto creativo dello spirito che le rifiuta per reazione quando non
sono reali od eque.
HK: da cosa nasce il progetto?
DPP: da una visione,la visione oggettiva delle nostre
azioni.
HK: hai detto visione oggettiva,vedi al di fuori o
la di sopra?
DPP: no ma mi sforzo di farlo, anche in modo disordinato,
ma lo faccio da quando sento condizionate anche le mie azioni più
naturali da strane presenze.
HK: queste strane presenze comunque sono molto colorate
a giudicare dalla mostra e dal libro ricco di immagini stile wunderkammer.
DPP: se non dai un colore alle cose più dure
non riesci a sdrammatizzarle e forse aiuta anche a capirle, la mostra
e il libro sono insieme perché è un unico progetto di
comunicazione

CALL
FOR ENTRY
Public
posting 6 x 3 mt - Fabbrica del Vapore, Milan
1 - 28 December 2004 - Project "Talk to the City"
response to the ad and telephone interviews:
2 political representative
650 citizens who phoned to find out how many politicians had
replied to the advertisement
HK: hai appena definito la mostra e il libro un progetto
di comunicazione. Cos'è un progetto di comunicazione?
DPP: credo che sia il nome migliore per definire un
progetto che vuole essere completo e senza i limiti di categoria, è
il risultato di un analisi che comprende più ricerche, da quella
estetica a quella tecnica a quella sociologica, forse è la conseguenza
naturale, un insieme di codici e messaggi che vengono messi in ordine,
comunque non vuole essere autorefenziale ma cerca uno scambio.
HK: a prima vista Politics Poiesis non sembra un progetto
personale ma una collettiva per la moltitudine di opere, linguaggi e
la loro diversità: sei sdoppiato, è una strategia mimetica
o altro?
DPP: credo sia la prima e poi mi piaceva l'idea di
comporre un progetto con poche regole stilististiche ma una forte unità
concettuale, pensavo più all'esposizione di un diario di impressioni
che ad una mostra, forse è più ricca di contraddizioni
ma anche più sincera.
HK: forse viene dalla tua formazione, so che hai studiato
storia medievale all'università, poi qualche approccio con il
giornalismo e altri non conclusi con l' accademia di belle arti: non
è un percorso molto comune all'esperienza dell'arte.

VLORA
Paper boat - Motorship VLORA
Port of Bari, Italy
Inkjet print on paper 50 x 15 x 35 cm
Assembly kit + instructions – 2004
DPP:
non credo che pregiudichi la ricerca, anche i chemical brothers sono
laureati in storia medievale, forse anzi la conoscenza della storia
può essere utile a chi fa ricerca soprattutto in modo relazionale,
poi sinceramente ho qualche dubbio sulle accademie, mi sembrano luoghi
un po' chiusi.
HK: quindi dalla tua formazione storica cosa ti senti
di dire della società politica contemporanea?
DPP: che ha problemi antichi: la nevrosi di conservazione
dei propri status è sempre la principale, poi le voglie di integrità
culturale mirate , non è cambiato molto nei secoli, è
solo aumentata la pigrizia dell'uomo contemporaneo che lascia ampi margini
d'azione alla violenza e alla conflittualità di interessi.

COMEDY
Viale Panzacchi - Bologna, Italy
Stickers on road sign -2004
HK:
nella mostra ci sono oggetti da te elaborati come i video o le installazioni
e altri semplicemente ritratti nella loro originalità come le
fotografie, come convivono?
DPP: apparentemente in controsenso, le fotografie sono
più distaccate perchè non faccio altro che ritrarre i
messaggi e le comunicazioni pubbliche che vediamo tutti, anzi subiamo
tutti, nelle installazioni e nei video invece non ritraggo oggettivamente
ma rielaboro quindi reagisco e mi ribello forse, ci ho messo un po'
prima di capire le differenze poetiche tra i miei lavori ma credo siano
queste e dipendono dal grado di coinvolgimento
HK: parliamo appunto di communication; hai fatto molti
scatti di cartelli in varie forme divisi tra comunicazioni create da
entità pubbliche o da privati cittadini: alla fine è una
raccolta di objet trouvè ?
DPP: si perchè li vediamo tutti i giorni anche
se non ci rendiamo conto del numero totale di messaggi: dalla comunicazione
pubblica funzionale al consenso, alla comunicazione di mercato per creare
necessità, agli enti che ricordano doveri o limitazioni personali,
quasi mai diritti. Come hai notato sono tutti objet trouvè ma
il punto è un altro: tutte le comunicazioni presuppongono un
comportamento di chi ci si trova davanti, che ne condivida o meno il
messaggio; dal divieto di parcheggio davanti al pronto soccorso a suggerirci
acquisti per distinguerci dagli altri. Poi dobbiamo sommare il potere
della comunicazione nel creare un identità collettiva: se una
mattina ci svegliassimo perdendo la memoria basterebbe un giro della
città per riprenderne subito il possesso e l'appartenenza alla
comunità, basterebbe guardarsi intorno per capire che il sistema
politica più mercato può reinserirci a ruolo in meno di
un'ora, e che non esistono veleni dolci, forse il sistema è stato
creato proprio per affrontare una perdita di memoria collettiva o almeno
mi viene più facile pensarlo rispetto alle casualità e
coincidenze visive del paesaggio.
paradoxes
& sabotages . c-print 100 x 70
series of 45
HK:
questo credo valga soprattutto per entità pubbliche o corporazioni
di mercato, il che non è cosa particolarmente nuova, ma la tua
ricerca è diretta anche alle comunicazioni create dai singoli
individui, cosa emerge?
DPP: i singoli utilizzano la comunicazione pubblica
come manifestazione del proprio pensiero, o per piccoli annunci replicando
la pubblicità o con cartelli monito al rispetto della proprietà
tra prepotenze e privilegi acquisiti; questi sono i più i più
interessanti perchè consentono di analizzare la popolazione locale
per status, ricchezza, opulenza, età della maggioranza dei suoi
membri, livello di istruzione, tipologia familiare con una precisione
quasi vicina alle differenze di quartiere, e poi ci sono le tanto temute
scritte sui muri.
HK: perché tanto temute?
DPP: esistono città dove ci hanno costruito
sopra intere campagne elettorali con proposte di legge fino alla pena
di morte a contrastarne il disordine visivo.

paradoxes
& sabotages . c-print 100 x 70
series of 45
HK:
certo nel tessuto urbano si notano.....
DPP: indubbiamente lo disturbano ma non certo meno
delle pubblicità o degli slogan elettorali, da anni si ragiona
sul concetto di landscape e sui criteri estetici che questi messaggi
rappresentano ma ormai sono parte del nostro tessuto e vissuto quotidiano,
c'è chi trova sfregiante la pubblicità, chi invece i cartelli
monito delle autorità, chi ancora le scritte sui muri; a volte
rappresentano un mezzo per comunicare su temi non affrontati dai media
per rischio di impopolarità, ma comunque non mi piace ragionare
in termini di paesaggio perché non sono un architetto, preferisco
parlare di paesaggio socio culturale che è diverso.
HK: è per questo che le stacchi dai muri con
tecniche da conservazione di affreschi, hai paura di non trovarne più
in futuro ?
DPP: hanno la stessa dignità di tante altre
cose, spesso rivelano le comunicazioni di chi solitamente non ha altri
spazi per proporle, poi, capacità di riflessione, analisi e ironia
che certi messaggi inducono rimangono più impressi di tante altre
cose.
HK: mi spieghi meglio?
DPP: guardo le scritte in forma di testo che vedo sui
muri; quasi tutti i messaggi sono riconducibili a formazioni o tendenze
politiche, movimenti culturali, musicali ed altri gruppi, oppure sono
opinioni di singoli in relazioni a fatti non trattati dai media. Quasi
tutte comunque esprimono un dissenso vivo tra ironia e fermezza,l'intervento
non è difficile, dopo lo stacco sono montate tela intonacata
e pannelli di legno come gli affreschi dei musei, l'unico problema sono
le misure, alcune scritte sono molto grandi.
HK: quindi torniamo al punto di partenza, la comunicazione
è alla base della società, ed è anche lo specchio
di chi rappresenta come la televisione ad esempio lo è del pubblico
e della popolazione in generale?
DPP: no secondo me la comunicazione pubblica e sopratutto
la tv sono specchio della politica e dei consumi non della gente, mancano
di coraggio culturale e imprenditoriale, non calcolano la trasversalità
e l’intelligenza umana. Mi rappresenta di più una scritta
sul muro, anche offensiva, che il modellino fetish della casa di Cogne
con pupazzetti e mani sudaticce apparso su porta a porta.

paradoxes
& sabotages . c-print 100 x 70
series of 45
HK:
sembri ironico quando ne parli:
DPP: perchè è uno stile talmente surreale
da divenire extra estetico, è un codice contraddittorio che legittima
la verità solo perchè il mezzo è blindato come
un giornale o una tv senza contraddittorio, un muro già prevede
il contradditorio . Anche io, come tanti, ci ho scritto sopra che voglio
conoscere il medico del Senatore Colombo, dopo aver letto sui giornali
che il poveretto assume cocaina a scopo terapeutico. Sono esempi di
perfidia creativa perchè comunque non possiamo prescindere dalla
creatività dei protagonisti e dei giornalisti che li hanno assecondati
dicendoci chiaramente che pensano di noi, la gente. Preferisco la disperazione
di un singolo cittadino che scrive sul muro, è più vero
delle verità che spesso ci propinano.
HK: tv e giornali sono unidirezionali e non credo tu
abbia soluzioni, ma per le le altre comunicazioni pubbliche che hai
analizzato, come i cartelli stradali ci sarebbe qualcosa di migliorabile?
DPP: Si, riportare sui cartelli anche i diritti oltre
ai doveri perchè enunciare un diritto è la base per il
rispetto di un dovere poichè lo possiamo comprendere, ma in anni
di ricerca ho trovato un solo cartello pubblico fatto così, a
Barcelona, e l’ho rispettato con osservanza. Tutta la comunicazione
dovrebbe essere meno unidirezionale e più partecipativa, dal
cartello stradale agli avvisi, alla tv ai giornali. Forse per questo
la comunicazione in rete e le newsletter sono tanto frequentate perché
ci può essere un contraddittorio o una mail di risposta, molte
grandi firme del giornalismo scrivono in rete adesso rispetto a cinque
anni fa.

economic
borders outdoor
series of 95 C-print cm 50 x 70 – 2004
HK:
quindi che strada prenderà la comunicazione in futuro, pubblicità
inclusa ?
DPP: non so, forse un po' più vera, forse come
innovativa trovata pubblicitaria, o forse perchè non esistono
più strade dopo anni di slogan, sorprese, e scandalo programmato
e penso che anche politica e tv si dovranno adeguare. Anche se la verità
distruggendo l'illusione distrugge anche tanto di altro credo.
HK: nel testo che accompagna la mostra parli di accezione comune di
una cultura politica come un insieme strutturato realtà, contraddizioni
e fiction cosa vuoi dire?
DPP: che viviamo in un insieme di cliches collettivi disarmanti, dal
camper che circolava a Bologna per le europee con scritto votami sono
un ex carabiniere alle varie campagne campagna sulla sicurezza taglie
comprese e molti altri esempi.
HK: e l'annuncio che hai pubblicato a Milano e Bologna
voleva ribaltare questi cliches?
DPP: penso che rivolgersi ad un candidato politico
per chiedergli se intende operare per la crescita culturale del paese
sia necessario perché quasi nessuno lo fa, o meglio non lo ritiene
tra i compiti primari della politica.
HK: e i risultati?
DPP: il messaggio è in positivo, è rivolto
ai candidati politici, o hai gia eletti, e fornisce sostegno personale
a quelli che operano in modo innovativo per la crescita culturale del
paese. Il tutto in manifesti stradali molto grandi e svariate uscite
su la Repubblica prima delle elezioni europee con il mio numero di telefono
sotto per una pseudo intervista.
HK: risultati?
DPP: ad oggi hanno telefonato due candidati un po'
impauriti, anche se spiegavo che sono un normale cittadino e quello
era il mio telefono di casa, e non hanno rilasciato l'intervista telefonica,
e circa 650 cittadini tra telefonate, circa 350 interviste di cui 39
pubblicate, messaggi in segreteria telefonica, e svariate e-mail che
chiedevano più o meno tutti quali candidati avevano chiamato
e quali soluzioni avevano proposto.
HK: e che idea ti sei fatto delle persone che telefonavano:
DPP: meravigliosa e di tutte le età, le risposte
all'intervista sono state di ottimo livello, anche perché non
telefonando candidati politici mi sono sentito di girare le tre domande
che avevo preparato ai cittadini, erano domande molto semplici, una
sull'istruzione una sul livello culturale della televisione e un'altra
sul contributo della cultura a risolvere i problemi sociali.
HK: scherzi telefonici?
DPP: solo uno che sembrava un po'di partito a giudicare
dal rumore di sottofondo.

paradoxes
& sabotages . c-print 100 x 70
series of 45
HK:
andando oltre, il progetto non è troppo ambizioso per te ? annunci
pubblici e interviste, parli di politica, comunicazione ed economia
non credi sia troppo?
DPP: ci provo, e poi sono cose intrecciate, come si
fa a parlare di una di queste senza affrontare le altre tre soprattutto
in Italia, forse è un po' pretenzioso ma è quello che
penso in relazione al mio lavoro di artista, e poi mi diverte molto,
almeno faccio qualcosa che mi piace.
HK: almeno lo fai in modo ironico, a riguardo lo fai
così per strategia o perché ti viene naturale?
DPP: tutte e due, poi credo anche che humour e ironia
siano elementi della comprensione, aiutano a capire anche se forse richiedono
un background rispetto ai temi.
HK: è per questo che ti sei rivolto a una medium
per un tema cosi delicato come il futuro, è ironia questa?
DPP: se mi provochi ti chiedo a chi di vivente avresti
chiesto spiegazioni sul perché i sistemi democratici sulla carta
sono quasi perfetti e, nella pratica quotidiana sono dominati da intenti
non nobili. Conosci qualcuno super-partes che mi può rispondere,
qualcuno che non ha interesse a vendere una versione? la conosci? Io
non credo proprio. Quindi mi sono rivolto ai padri dei sistemi democratici
Montesquieu e Voltaire con l'aiuto di una medium molto seria e che non
ha mai chiesto denaro, si chiama Cristine, io rimango scettico sul mezzo
ma devo dire che le risposte sono state precise e molto interessanti.
HK: e quali sarebbero ?

MONTESQUIEU
INTERVIEW
TWENTY QUESTIONS FOR THE BARON Charles Secondat de Montesquieu
Political future of the world
asked by the medium Cristine 28 minutes video 2005
C-print 20 x 30 x 9 cm
DPP:
non sono un oracolo e non le voglio ridurre ne riassumere e poi tra
poco spero saranno in edicola in dvd insieme a quelle di Gandhi, Martin
Luther King e altri in una bellissima collana degli onniscienti. Il
gruppo dei medium è molto serio, e chissà forse proprio
i trapassati ci aiuteranno in futuro, comunque le risposte principali
riguardano alcuni scampati pericoli per la democrazia che abbiamo superato
quasi senza accorgercene e che tra pochissimo arriverà qualcosa
di mediaticamente molto più potente della televisione, un mezzo
spaventoso. chiudo qui
HK: cambiamo discorso ma di poco ; è sempre
dalla conoscenza storica di Montesquieu che sono partite le tue ricerche
sui confini dello Stato Città del Vaticano, come separazione
dei poteri tra spirito e stato?
DPP: purtroppo sono iniziate da qualcosa di meno nobile,
passeggiando in Piazza S. Pietro mi accorsi che uno dei tombini fognari
riportava scritto SPQR e non SCV quindi era territorio Italiano, da
lì ho conosciuto Tullio Aebischer, un confinologo impegnato da
anni nello studio della questione romana e sono iniziate le ricerche
fotografiche, l'opera a due mani e la raccolta di testimonianze utili.
Grazie a lui ho scoperto che i confini del cielo o dello spirito non
si sommano a quelli territoriali, battute a parte.

paradoxes
& sabotages . c-print 100 x 70
series of 45
HK:
oggi molti studiano i confini ma solitamente si parla anche di guerre
e diaspore hai scelto l'unico senza carneficine?
DPP: effettivamente studiare i confini per artisti
e architetti è un po' di moda ma in quello su cui ho lavorato
io i contendenti fanno guerre più sottili e raffinate che spararsi
a vicenda, quello lo hanno fatto in passato.
HK: cioè?
DPP: non si pagano le bollette dell'illuminazione pubblica
a vicenda, i restauri, la nettezza urbana e altre cose divertenti che
però nascondono la riflessione più grave di tutte : non
riconoscere un confine vuol dire non riconoscere le reciproche entità
culturali, come se una fosse sempre superiore all'altra perché
non ammette l'esistenza di una cultura attigua alla sua, almeno dall'unità
d'Italia in poi.

NO
ENTRY
Video interfones, dvd, audio - Video loop 25 min
The sound of the bell in the video is audible in the room
The two immigrants busy with the domicile delivery ring the
house bell several times but nobody opens the door
Installation video 8.50 x 3 x 1 mt 2003
HK:
parli comunque e sempre di occidente e delle sue decadenze in temi di
politica e società, credi che nel resto del mondo si viva meglio?
DPP: no, forse un po' meglio ma tra poco sarà
uguale ovunque, non credo che il consumismo impazzito tardi molto a
rovinare anche la luna, comunque sia la consapevolezza degli eventi
del mondo e' tanto più ridotta quanto più aumentano le
distanze tra i luoghi, quindi non ne saremo mai certi e poi i colpevoli
comunque siamo noi, l'imperialismo e i proseliti religiosi, questo credo
sia incontestabile e soprattutto vendiamo televisione e non solo al
sud del mondo ma anche al sud dell'europa.
HK: è da li che sei partito per le tue ricerche
sui confini dell'economia perché?
DPP: perché forse il sud mantiene ancora alcuni
aspetti della vita economica di un passato molto ricco e colorato, qualcosa
di lontano dagli ipermercati e vicino agli antichi sistemi di distribuzione
come gli ambulanti che tra le altre cose non alimentano il rapporto
tra prodotto e pubblicità perché vendono merci non di
marca, poi la loro immagine non è standardizzata al prodotto
ma più spesso alla comunicazione visiva del loro allestimento
colorato, essi sono la loro stessa pubblicità, mi sono sempre
piaciuti molto e poi dalle mie ricerche ho scoperto che tutt'ora in
certi paesini sperduti portano ancora le notizie, sono telegiornali
ambulanti di cose locali, se lo sono ora pensa in passato; erano il
primo network di un'economia globalizzata ma in modo positivo e ancora
umano.
HK: prima le ricerche sul commercio ambulante poi sugli
oggetti poveri riutilizzati o ricostruiti che ho visto nel tuo sito,
e come per altri lavori sanno di creatività spontanea e quasi
primordiale delle persone:

GOD
BLESS AMERICA
Performance - video - interactive installation
Remake of "God bless america" played with carnival pipes
air pumps for inflatable rubber dinghys and notes
Video - audio instructions to compose the song, 25 minutes
Installation 180 x 50 x 20 cm – 2003
DPP:
assolutamente, quelli che ho ritratto tra gli ambulanti sono dei creativi
assoluti , obbligati ad esserlo per mangiare, anche la ricerca sugli
oggetti- Everyday Sublime - di chi non ha i mezzi per comperare cose
e allora se le inventa, o le costruisce, o le aggiusta tra le vecchie
che possiede è un creativo assoluto, forse ci vedo anche un invito
a ridurre i consumi e far vedere che la creatività aggiunge molto
valore ad un oggetto anche se povero ma questo interessa soprattutto
a me, spero anche altri ce lo vedano. poi tutti i giorni aggiustiamo
qualcosa sia perchè magari non abbiamo soldi per ricomprarla
ma anche per il gusto di farlo; la povertà vista in questo senso
creativo è ricchezza visiva pura e spirito di autogestione
HK: autosufficienza ?
DPP: magari.
HK: ti sei occupato anche di design con un progetto
al salone satellite di Milano e alcuni workshop con nomi altisonanti
del settore, molti artisti creano oggetti di design negli ultimi anni:
è l'applicativo di mercato più vicino all'arte?
DPP: forse si ma per me aveva un altro senso, il design
è stata un'esperienza importante e una platea numerosissima per
un progetto di comunicazione perchè è questo Home less
is more anche perché il prodotto di commerciale ha ben poco,
magari il set di piatti e bicchieri per la tavola, mentre dal punto
di vista della sensibilizzazione il risultato è ottimo, soprattutto
per la serie di tovagliette per la prima colazione con i cartelli degli
homeless in 4 lingue europee che è inserita nella campagna raccolta
fondi "nessuno escluso" di piazza grande onlus, un associazione
molto avanti sui temi e ben organizzata.
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